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Libreria Della Concordia

YEHUDI MENUHIN L'ORFEO TRAGICO. ALBERTO CANTU'. ZECCHINI EDITORE 2006. COLLANA: GRANDI VIOLINISTI, 1.

YEHUDI MENUHIN L'ORFEO TRAGICO. ALBERTO CANTU'. ZECCHINI EDITORE 2006. COLLANA: GRANDI VIOLINISTI, 1.

Prezzo di listino €12,00 EUR
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Titolo Opera Yehudi Menuhin. L'Orfeo tragico
Autore Alberto Cantù (Illustre musicologo, critico musicale e storico della musica italiano)
Discografia A Cura Di Carlo Bellora (Musicista, saggista ed esperto di letteratura violinistica)
Editore Zecchini Editore (Varese - Editore leader nella saggistica musicale d'élite)
Collana / Serie Grandi Violinisti (Vol. 1)
Edizione 🌟 1ª Edizione Assoluta – Ottobre 2006 (Prezioso e ricercato tassello della storiografia musicale) 🌟
Codice ISBN 8887203458 (ISBN-13: 9788887203455)
Paginazione / Corredo 247 pagine • Arricchito nel testo da illustrazioni e fotografie d'archivio in bianco e nero (B/N)
Sezioni Speciali 💿 Contiene Discografia e Videografia ufficiali ragionate 💿
Formato Edizione tascabile con copertina flessibile (Brossura editoriale d'ampio impianto critico)
Stato del Volume Usato (2° mano) • Alta Saggistica Musicale / Biografie e Critica Strumentale / Collezionismo Fuori Catalogo
Condizioni Esterne In buone condizioni generali (mostra normali e finissimi segni del tempo e di utilizzo sulla copertina flessibile legati allo stoccaggio e alla lettura, come da foto)
Condizioni Interne Ottimamente conservato • Molto buono • Il blocco del testo si mantiene pulito, fresco e integro: pagine interne chiare, nitide e totalmente prive di ingiallimento, note o sottolineature

🎻 SINTESI, IL COMPLESSO DI ORFEO E IL PRODIGIO DEL "VIOLINO DEL SECOLO"
Il volume, firmato dalla penna colta, analitica e autorevole del critico musicale Alberto Cantù, si configura come la più profonda, struggente e rigorosa monografia biografica italiana dedicata al mito di Yehudi Menuhin (1916-1999), universalmente acclamato come «il violino del secolo». Pubblicato da Zecchini nel 2006 all'apertura della fortunata collana «Grandi Violinisti», il saggio distilla in 247 pagine un'indagine storiografica e psicologica formidabile, svestendo i panni dell'agiografia commerciale per penetrare il dramma artistico di un genio assoluto:
  • Il fanciullo prodigio e l'estasi di Albert Einstein: Menuhin si impone sulle scene mondiali come un miracolo della natura, un prodigio di musica allo stato puro in cui l'istinto esecutivo si fa immediata rivelazione metafisica. Senza aver mai subìto il rigido e meccanico "addestramento" del virtuosismo accademico tradizionale, il violinista affronta con agio assoluto e olimpico il funambolico Concerto in re maggiore di Paganini. La leggenda si solidifica a soli dodici anni quando, in una memorabile e febbrile serata a Berlino sotto la direzione di Bruno Walter, risolve magistralmente in un unico programma i concerti di Bach, Beethoven e Brahms, spingendo Albert Einstein ad abbracciarlo in lacrime esclamando «Ora so che Dio esiste», mentre il pianista Claudio Arrau nota come la musica fluisse da lui «come se il dio lo usasse quale messaggero».
  • La crisi dei vent'anni e la metafora mitologica: Il cuore concettuale dell'opera di Cantù risiede nella decodificazione della crisi tecnica e identitaria che colpisce l'artista a vent'anni, subito dopo il traguardo di un estenuante tour planetario. Proprio come l'Orfeo del mito classico, Menuhin commette l'errore fatale di voltarsi indietro a guardare per tentare di razionalizzare, analizzare e studiare geometricamente ciò che gli dei gli avevano donato fino a quel momento come puro istinto biologico. Nell'istante esatto in cui tenta di capire il meccanismo della propria arte, gli dei gli negano quella maestria naturale, spontanea e suprema d'un tempo.
  • Settanta anni di carriera proiettati nel futuro: Nonostante la perdita dell'innocenza esecutiva e l'irrompere di severe crisi muscolari e psicologiche, Menuhin non abdica. Lungo una carriera monumentale estesa per ben settanta anni, l'artista si reinventa, rimanendo un grande musicista e un didatta rivoluzionario, un umanista planetario, un filantropo e un idealista utopico (noto per l'apertura alla musica indiana con Ravi Shankar e al jazz con Stéphane Grappelli). Saprà vivere proiettato nel futuro, eccellendo negli ultimi decenni anche nelle vesti di carismatico direttore d'orchestra, governando la musica fino all'ultimo respiro.
  • Un apparato documentario essenziale per il tuo catalogo: Il pregio bibliofilo del saggio è radicalmente elevato dalla presenza di un imponente e scientifico apparato di discografia e videografia ragionata, accuratamente curato dallo specialista Carlo Bellora. Fuori catalogo e assente dai circuiti della grande distribuzione, questo primo volume della serie Zecchini rappresenta una vera e propria gemma per musicisti, violinisti, cultori della classica e collezionisti. L'eccellente stato di conservazione dell'interno, intonso da sottolineature da studio a matita o penna, ne garantisce un alto valore aggiuntivo alla vetrina del tuo catalogo personale.

📦 CONDIZIONI DI SPEDIZIONE
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